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I giochi più difficili del mondo: prova questi 10, se ci riesci

i giochi piu difficili

Giocare vuol dire anche superare i propri limiti. Anzi, questo è uno dei fattori che rende i videogiochi così affascinanti. Provare, provare e riprovare fino a che non si riesce a migliorare, e avanzare alla prossima sfida.

Tutto bello, certo. Peccato che a volte il livello di difficoltà sia talmente alto da spingere a dubitare delle proprie abilità, e in generale della propria salute mentale.

Per la serie “facciamoci del male”, allora, ecco una lista di titoli difficili in maniera estrema. Ovviamente non si tratta di una classifica, e non ha alcuna pretesa di completezza. È solo di un modo per rivisitare alcuni tra i giochi più cattivi di sempre.

Qual è il gioco più difficile del mondo?

La difficoltà dei videogiochi è un concetto soggettivo. La maggior parte delle volte. Perché nel caso di questi titoli, è un fatto oggettivo e riconosciuto da schiere di giocatori:

  • Ghosts’n’Goblins, 1985;
  • Contra, 1987;
  • Mike Tyson’s Punch Out!, 1987;
  • The Simpsons, 1991;
  • Time Crisis, 1995;
  • Super Meat Boy, 2010;
  • Dark Souls, 2011;
  • The Binding of Isaac, 2011;
  • Cuphead, 2017;
  • The Witness, 2016.

Scopriamo uno per uno questi capolavori videoludici di malvagità.

Ghosts’n’Goblins, 1985

Iniziamo probabilmente dal più difficile di tutti: Ghosts’n’Goblins, l’infame (e mitico) gioco Capcom datato 1985 che è semplicemente troppo, troppo difficile.

Questo gioco, peraltro, include una delle cattiverie più infide della storia dei videogiochi. Arrivati alla fine dell’avventura, ci si scontra con Satana per salvare la nostra fidanzata. Dopo averlo sconfitto, si viene ricompensati in modo un po’ così. Ovvero, bisogna ripetere tutto il gioco, e sconfiggere di nuovo l’impossibile boss finale. Viene il mal di testa anche solo a pensarci.

Contra, 1987

Soldati umani contro alieni. Sembra facile, ma in Contra non lo era per niente. Le fasi di shooting erano molto complesse, anche a causa del numero di nemici coinvolti. Si avevano a disposizione le classiche tre vite che, nella maggior parte dei casi, duravano qualche minuto.

Mike Tyson’s Punch Out!, 1987

Difficilissimo gioco sportivo con protagonista Iron Mike. Il problema era dato proprio dallo stesso Tyson, che rappresentava in sostanza il boss finale di tutto il titolo. Imparare i pattern di attacco e difesa era piuttosto complesso. Era tutta questione di memorizzazione e memoria muscolare. E di grandissimo stress.

The Simpsons, 1991

I Simpson sono stati al centro di numerose trasposizioni videoludiche. Nella versione del 1991 di Konami, la famiglia ideata da Matt Groening era protagonista di un videogioco con un livello di difficoltà tutt’altro che basso. Tantissimi nemici, basso margine di errore e numerosi livelli che costituivano una sfida inaccessibile.

Time Crisis, 1995

Inserisci il gettone, impugna la pistola, spara come se non ci fosse un domani. E insomma, l’esperienza di Time Crisis era tutta qui, anche se appesantita da un livello di difficoltà crudele, con orde di nemici e un sistema di controllo non proprio intuitivo.

Super Meat Boy, 2010

Gioco che ha partecipato attivamente all’ondata di titoli indie saliti agli onori delle cronache nei primi anni ‘2000, Super Meat Boy ha una difficoltà assurda. Riporta il video game alla sua essenza, fatta di prove ed errori. Tra salti da calcolare al millimetro, lame chiodate che ci vogliono fare la pelle e livelli di una spietatezza rara.

Dark Souls, 2011

Nel 2011 From Software deliziò in modo un po’ perverso i giocatori di tutto il mondo con Dark Souls. Titolo che rappresenta un po’ la sintesi di cosa significa “soulslike”. Difficoltà molto alta ma ragionata, che ti spinge a migliorare dopo ogni morte. A questo fortunato episodio si sono susseguiti altri due Dark Souls, BloodBorne e Sekiro: Shadows Die Twice. Uno più difficile dell’altro. Che bellezza.

The Binding of Isaac, 2011

Uno dei “roguelike” più riusciti degli ultimi anni, sviluppato dalla mente contorta che ci ha regalato Super Meat Boy. Si attraversano dungeon pieni di minacce e pericoli di ogni tipo, con oltre 200 nemici pronti a farci la pelle nei modi più fantasiosi.

The Witness, 2016

Un rompicapo già di suo propone una sfida che costringe a spremere le meningi. Con The Witness, però, si arriva a un livello completamente superiore. Una serie di puzzle da portare a termine con pochi indizi a disposizione e senza sapere bene il perché, tutto sommato.

Cuphead, 2017

Un piccolo capolavoro di tecnica. Uscito nel 2017, Cuphead ha subito stupito per il suo incredibile stile grafico, ispirato ai primi cartoni animati del secolo scorso. Si impersona una tazza con gambe e braccia intenta a sparare un po’ a tutto quello che si muove. Come può un titolo tanto bello da vedere essere così cattivo? Non lo sappiamo. Sappiamo però che si tratta di uno dei videogiochi più difficili degli ultimi tempi, che riesce a dare molte soddisfazioni se ci si applica con costanza.

Gioca a giochi difficilissimi su un PC nuovo fiammante!

Molti dei titoli inseriti nella nostra lista sono giocabili anche su PC non proprio recentissimi. All’orizzonte, però, già si stagliano nuove avventure dalla difficoltà infame. Che fai, te le vuoi perdere?

Per viverle al meglio, aggiorna la tua configurazione PC! Possiamo aiutarti noi: chiama lo 055 6557249 o scrivi una email a info@rbraltair.it per costruire il tuo computer da gaming.

E il gioco più facile del mondo, invece?

Ognuno ha le sue esperienze, ognuno ha capacità e abilità diverse. Quello che per alcuni è un gioco difficilissimo per altri è una passeggiata di salute.

Perciò è complicato dire quale sia il gioco più facile del mondo. Anche perché facile spesso vuol dire “noioso”. Un titolo del genere non ti porta a migliorare, a superare i tuoi limiti. Magari ti può dare una piccola gioia all’inizio, ma poi si passa ad altro.

Sembra strano a dirsi, ma sotto sotto forse è meglio morire centinaia di volte a Dark Souls che superare a occhi chiusi un titolo rigiocato 100 volte.

E poi, comunque, in molti giochi è possibile abbassare il livello di difficoltà e godersi un’esperienza rilassante. Ognuno gioca a modo suo, e questa è una delle cose più belle dei videogame.

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